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Ludomitia: quando il gioco diventa uno specchio" Il Pianeta Misterioso" — Bari, 27 marzo 2026

  • 29 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 31 mar

di Angela Maria Nitti


Oggetti di scena per una sessione di Ludomitia: calici argentati, occhiali glitter e materiali colorati sul tavolo di gioco

"Il Pianeta Misterioso": quando il gioco diventa uno specchio

Venerdì 27 marzo, nella sede di Mamme Contatto a Bari, dodici persone si sono ritrovate per qualcosa di insolito: per giocare. O meglio, per giocarsi.

Una nuova storia si è dipanata, all'interno di una sessione di Ludomitia®, il metodo di esplorazione personale attraverso il gioco di ruolo vivo ideato da Ferdinando De Muro, Gianni Zollo e Angela Maria Nitti. Il gioco di questa sera si chiamava "Il Pianeta Misterioso" - e già nel titolo c'era qualcosa di vero: perché ciascuno di noi, oltre a una parte nota, contiene un "pianeta misterioso", che viene fuori grazie al gioco.


Cosa è successo in quella stanza

Dodici adulti. Dodici personaggi, ciascuno con un proprio background e i propri obiettivi. Una storia condivisa. Nessuno ha dovuto raccontare niente di sé.

Questo è uno dei paradossi più belli di Ludomitia: parli di te senza parlare di te. Agisci nel gioco, dentro il personaggio — fai scelte, entri in conflitto, stringi alleanze, perdi, vinci - e nel farlo lasci emergere qualcosa che nella tua vita già sei, o al contrario quello che di solito resta nascosto sotto le parole giuste, sotto le spiegazioni, sotto quello che pensiamo di essere.

Come scrive Oliviero Rossi, psicoterapeuta e direttore dell'Istituto di Psicoterapia della Gestalt Espressiva, nella prefazione al nostro libro Ludomitia. La narrazione di sé attraverso il gioco di ruolo:

"il gioco è uno spazio in cui si possono accogliere - contenendole - anche le parti di noi vissute come troppo pericolose per mostrarsi nella vita reale. Nel personaggio, c'è una libertà che nella persona di tutti i giorni spesso non ci permettiamo. La relazione è "giocabile".

La giocabilità della relazione

La giocabilità della relazione è qualcosa di molto concreto: la capacità di stare in una relazione con flessibilità, con creatività, con la possibilità di sbagliare e ricominciare.

Come accade nel gioco.

Il gioco costruisce abilità e al tempo stesso necessita di poter attingere alle proprie risorse. È un movimento circolare, generativo. E c'è di più: giocare con un altro richiede che almeno qualcosa venga reso condivisibile. Il gioco, quindi, non è fuga dalla realtà relazionale - è un modo per esercitarla in uno spazio protetto.

Durante "Il Pianeta Misterioso", questo lo si è visto concretamente. I personaggi prendevano decisioni, si muovevano nel mondo immaginario della storia - e intanto, nella stanza, succedeva qualcosa di reale. Dinamiche familiari, modi di gestire l'incertezza, reazioni di fronte all'imprevisto. Il copione della storia di fantasia e il copione della propria storia personale si incrociavano, a volte sovrapponendosi in modo sorprendente.


Partecipanti in costume durante una sessione di Ludomitia, gioco di ruolo per la crescita personale a Bari
Nel gioco, a rischiare è il personaggio. E proprio per questo, la persona può finalmente vedere.

In Ludomitia a rischiare è il personaggio. Non la persona.

Questa è la frase che forse cattura meglio il senso di Ludomitia ed è per questo che tendiamo a ripeterla spesso quando parliamo di questo metodo.

La distanza simbolica del personaggio non è un modo per non esporsi davvero - è esattamente il contrario: è la condizione che rende possibile esporsi.

Perché quando il rischio è attenuato, la guardia si abbassa. E quando la guardia si abbassa, si comincia a vedere.

Molte persone che partecipano a percorsi di crescita personale da anni raccontano di aver scoperto qualcosa di nuovo su se stesse in due ore di gioco.

Non perché Ludomitia sia più potente di altri strumenti - ma perché agisce in modo diverso.

Dove le parole faticano, il fare nel gioco arriva a rendere visibile ciò che visibile non è.


E adesso?

Se sei stato una delle dodici persone di quella stanza venerdì sera, sai già di cosa stiamo parlando. Forse stai ancora elaborando qualcosa. Forse ti è rimasta addosso una sensazione — e non sai ancora bene cosa fartene. Va bene così. È parte del processo.


Se invece stai leggendo questo e senti che qualcosa ti incuriosisce - quella sensazione che si ripete nelle relazioni, quella parte di te che fai fatica a vedere, quella voglia di esplorare senza dover trovare subito le parole giuste - allora forse Ludomitia è qualcosa che vale la pena provare.

La prossima sessione potrebbe essere la tua.



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