
Consulenza genitoriale a Bari e online
Uno spazio per comprendere meglio ciò che accade nella relazione con il tuo bambino e trovare risposte nuove alle difficoltà quotidiane.

Comprendere quello che accade tra il bambino e il genitore
Quando un comportamento del bambino si ripete o diventa difficile da gestire, è naturale concentrare l’attenzione su ciò che lui fa: non vuole separarsi, protesta, si oppone, richiede continuamente la presenza dell’adulto, fatica ad aspettare o reagisce con grande intensità.
Nella vita quotidiana, però, il comportamento del bambino e le risposte dell’adulto si influenzano continuamente.
Può accadere che alcuni tentativi messi in atto per risolvere una difficoltà, rassicurare, anticipare, spiegare, insistere, cedere o intervenire rapidamente, finiscano involontariamente per mantenerla o amplificarla.
La consulenza genitoriale offre uno spazio in cui osservare queste interazioni senza cercare colpe e senza giudicare il modo di essere genitori.
L’obiettivo è comprendere meglio ciò che sta accadendo, riconoscere le risorse già presenti e individuare piccoli cambiamenti concreti da sperimentare nella vita familiare.
Quando può essere utile una consulenza genitoriale
Comportamenti e momenti faticosi
Cambiamenti familiari
Comprendere meglio la relazione
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conflitti, opposizioni o momenti di forte tensione;
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separazioni, sonno e passaggi da un’attività all’altra;
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continua richiesta di intervento o rassicurazione da parte dell’adulto.
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l’arrivo di un fratellino o di una sorellina;
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risposte educative molto diverse tra i genitori;
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differenze nel modo in cui ti senti e reagisci con ciascun figlio.
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ripetizione delle stesse risposte senza ottenere cambiamenti;
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carattere e modalità relazionali del bambino;
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ricerca di risposte educative più adatte e meno generiche.
La video-osservazione delle interazioni quotidiane

Durante il percorso posso chiedere ai genitori di registrare alcuni brevi video della vita quotidiana con il bambino.
Non è necessario riprendere una crisi o il momento in cui si presenta il problema. Anche una normale situazione di gioco, un pasto, la preparazione per uscire, una lettura o un momento di scambio spontaneo possono offrire molte informazioni.
Guardando insieme le immagini possiamo osservare:
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come il bambino comunica un bisogno o cerca il contatto;
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come reagisce alle proposte e ai limiti;
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quanto tempo gli viene lasciato per rispondere o provare;
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come l’adulto interviene, rassicura, anticipa o accompagna;
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quali comportamenti ricevono maggiore attenzione;
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che cosa accade subito dopo la risposta del genitore;
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quali risorse e momenti di sintonia sono già presenti nella relazione.
Il video permette di rallentare sequenze che, mentre accadono, sono troppo veloci per essere riconosciute.
Non viene utilizzato per valutare se il genitore stia facendo “bene” o “male”, ma per rendere più visibili alcuni passaggi della relazione e comprendere dove può essere introdotto un cambiamento.
Riservatezza dei filmati: i video vengono utilizzati esclusivamente all’interno del percorso,
secondo le modalità indicate nella specifica informativa sul trattamento dei dati e delle immagini.
Come si svolge la consulenza
Il percorso parte da un primo colloquio con uno o entrambi i genitori.
Ricostruiamo insieme:
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la situazione che ha portato alla richiesta;
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quando si presenta la difficoltà e quando, invece, non compare;
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i cambiamenti recentemente avvenuti nella vita del bambino o della famiglia;
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le risposte che gli adulti hanno già provato a mettere in atto;
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l’obiettivo concreto su cui lavorare.
Successivamente possiamo utilizzare alcuni brevi video per osservare insieme ciò che accade nelle interazioni quotidiane.
A partire da ciò che emerge, concordiamo uno o due piccoli cambiamenti da sperimentare. Negli incontri successivi verifichiamo gli effetti, comprendiamo ciò che ha funzionato e adattiamo il lavoro alla situazione reale della famiglia.
Il percorso è breve e focalizzato. Il numero degli incontri viene definito in base al bisogno portato e può essere modificato durante il lavoro.

Il mio lavoro con bambini e genitori
Sono psicologa, pedagogista e formatrice.
Da molti anni lavoro con genitori e bambini nei passaggi della crescita: dalla gravidanza ai primi anni di vita e nei successivi cambiamenti che attraversano la relazione familiare.
La mia formazione psicologica e pedagogica mi porta a osservare non soltanto il comportamento del bambino, ma anche il contesto in cui emerge e la relazione che progressivamente si costruisce con gli adulti.
Nel lavoro con i genitori integro l’osservazione delle interazioni quotidiane con l’attenzione alle differenze individuali, al carattere, agli automatismi dell’adulto e alle risorse già presenti nella famiglia.
Non si tratta di trovare una tecnica valida per tutti, ma di comprendere meglio quel bambino, quei genitori e il particolare incontro tra i loro modi di essere.
Domande frequenti sulla consulenza genitoriale
Che differenza c’è tra consulenza genitoriale e parent training?
La consulenza genitoriale è la cornice più ampia del percorso. Partiamo da una difficoltà concreta per comprendere ciò che accade nella relazione tra il bambino e gli adulti, tenendo conto della fase di crescita, del contesto familiare e delle risposte già sperimentate.
Il parent training rappresenta la parte più operativa del lavoro: concordiamo alcuni cambiamenti da introdurre nella quotidianità e ne verifichiamo insieme gli effetti.
Nel mio modo di lavorare, quindi, i due interventi non sono necessariamente separati: una consulenza genitoriale può svilupparsi in un breve percorso di parent training, anche attraverso la video-osservazione delle interazioni quotidiane.
Il bambino deve partecipare agli incontri?
Il percorso si svolge principalmente con uno o entrambi i genitori. Non è sempre necessario incontrare direttamente il bambino, perché molte informazioni possono emergere dal racconto degli adulti e dall’osservazione condivisa di brevi video della vita quotidiana.
Quando la situazione richiede un’osservazione o una valutazione diretta del bambino, ne parliamo insieme e individuiamo il percorso più adeguato.
Devo registrare il momento in cui si presenta il problema?
No. Non è necessario riprendere una crisi, un conflitto o il comportamento che ha motivato la richiesta.
Anche brevi video di situazioni ordinarie, il gioco, un pasto, una lettura, la preparazione per uscire o un momento di scambio spontaneo, permettono di osservare come il bambino comunica, come l’adulto risponde e che cosa accade subito dopo.
È necessario che partecipino entrambi i genitori?
Non necessariamente. È possibile iniziare il percorso anche con un solo genitore.
La partecipazione di entrambi può essere particolarmente utile quando gli adulti reagiscono in modi molto diversi, faticano a trovare una linea condivisa oppure desiderano comprendere insieme ciò che accade nella relazione con il bambino.
Quanti incontri sono necessari?
La consulenza è generalmente breve e focalizzata su una difficoltà concreta. Dopo il primo colloquio definiamo l’obiettivo del lavoro e valutiamo come proseguire.
Non propongo un numero identico di incontri per tutte le famiglie: la durata dipende dalla situazione, dai cambiamenti che si desidera sperimentare e da ciò che emerge durante le verifiche successive.
La consulenza genitoriale può svolgersi online?
Sì. Gli incontri possono svolgersi in presenza a Bari oppure online.
Anche a distanza è possibile condividere e osservare insieme brevi video delle interazioni quotidiane, definire alcuni cambiamenti da sperimentare e verificarne progressivamente gli effetti.
